E' iniziato l'anno scolastico.
Ho iniziato a iperventilare.
Quattro figlie, in quattro scuole diverse, ai quattro angoli della citta'. Per farle arrivare tutte in orario ci vuole il teorema di Euclide.
Anche il mio destino, che di solito si alza un'ora prima di me, questa volta mi ha detto: 'cazzi tuoi'.
A San Francisco non puoi andare alle elementari nel tuo quartiere. Non puoi neanche scegliere dove.
Puoi solo scegliere il come: di solito la macchina, perche' a piedi, o con l'autobus, non ci arrivi.
Il dove lo sceglie per te un algoritmo che, per mischiare i ceti sociali, estrae a sorte la scuola . Cosicche' chi e' a destra, deve andare a sinistra; chi e' a sinistra deve andare a destra; chi e' in salita deve fare la discesa, e chi e' vicino all'uno deve andare all'altro mar.
Nonostante questo rimescolio, il sistema scolastico di San Francisco, rimane uno dei piu' segregati del pianeta terra. Va a savoir.
Mia figlia #4 ha iniziato l'asilo nell'istituto meno desiderato, nel quartiere piu' degradato della citta'.
E' l'unica alunna di razza caucasica in tutta la scuola.
La Perla di Labuam.
Lei e' felice.
In due settimane ha imparato molte cose. Nessuna che venga dai libri. Alcune delle quali senza prezzo.
Chi ha imparato di piu' sono io.
Ho imparato a non giudicare i papa' che vengono a prendere i bambini alle tre del pomeriggio col pigiama (quello coi piedi e la zip).
Ho imparato che molte delle mamme, piu' giovani di me, sono in realta' le nonne (sigh).
Ho imparato che, se qualche mattina c'e' la nebbia, puoi direttamente tirarti il copriletto addosso e arrivare in tempo per la campanella senza prendere freddo.
E' anche vero che questo sarcasmo contraddice qualsiasi buona intenzione.
Forse non ho imparato niente, ancora, ma ce la sto mettendo tutta.
Mia figlia di 4 anni mi sta dando una lezione da libro cuore.