Monday, March 10, 2014

THE GREAT BEAUTY


I watched this movie three times before I could figure out whether I loved it or hated it.
The jury is still out.
It's not the first time I feel this contradiction, but it's the first time it does not involve a relationship with a man.

How then will I go about to convince you to watch this movie, being fully aware that you might curse me later?
I am willing to take a chance.
Just in case, here are some disclosure, so you'll know what you are getting into.


Reasons to watch The Great Beauty.

#1 The Soundtrack.

Would you put Georges Bizet, Annie Lennox, David Lang, Henryk Mikolaj Gorecki,  Arvo Part and El Gato DJ not just in the same sentence, but in the same movie. If only for this deliberate act of profanity, the director Paolo Sorrentino, should have been awarded not only the Oscar but also a Grammy.


#2 The Stage Design.

Keep this in mind: you will never again see a most stunning portrait of Rome. Ever.
Also, you will never see Rome more deserted.
Rome is usually crawling with humanity.
Not in this movie. Enjoy.


#3 The Costume Design.

Whether he is going to a funeral or to a strip club, NOBODY dresses better than an Italian man.
This is a fact. Deal with it.
In the United States, for instance, a man wearing a red suit better be riding a sleigh carried by reindeers.


#4 Fellini 2.0

If you are a fan of Federico Fellini you should not have any problem viewing The Great Beauty. You are probably familiar with grotesque, burlesque, religious iconography, caricature  and apparent nonsense (only apparent).
If this is the case, you are going to feel right at home.


Director Paolo Sorrentino is depicting a society of narcissists where the young are sick or dying and the aging survivors, are left with only memories and unanswered questions.

The lymph is drying, the embers are cooling off. How long is The Great Beauty going to last?

Mamaspice rating: two thumbs up and two ulcers (for Italians). Two thumbs up for all other viewers.








Wednesday, March 5, 2014

LA GRANDE BELLEZZA



Tre volte l'ho visto e tre volte l'ho rinnegato.
Finalmente, folgorata sulla via di Damasco ho capito il perché. Si può amare e odiare un film allo stesso tempo?
Secondo me si può e, in questo caso, si deve.
Le cose che ho amato de La Grande Bellezza:
  1. La colonna sonora. 
Ce li avreste mai messi George Bizet, David Lang, Raffaella Carra', Vladimir Martynov, Gorecki ed El Gato DJ, non dico solo nella stessa frase, ma nello stesso film? Il vero talento di Sorrentino si eprime soprattutto in queste scelte e, per questo, non doveva vincere solo l'Oscar ma pure un Grammy. 
(E poi El Gato DJ e' un mio caro amico e guai a chi me lo tocca)

     2.  Le scene.

Mai si e' vista una Roma piu' bella o più deserta.
Roma palco sublime per pochi personaggi in cerca d'autore.
Non ti conosco bene, ma adesso, più' che mai, Roma ti amo. 

    3. I costumi.

Che si trovi ad un funerale o in un postribolo, nessuno si veste meglio dell'uomo italiano. Punto.
Se io incrociassi un signore con una giacca rossa negli Stati Uniti, mi guarderei  subito attorno per vedere dove ha parcheggiato la slitta con le renne.



Ringrazio Sorrentino per aver messo a nudo un paese di narcisisti in cui i giovani sono malati e muoiono e, ai sopravvissuti (anziani), rimangono solo i ricordi. La linfa si estingue, il fuoco si spegne, la Bellezza quanto durerà ancora?
Questa constatazione non mi  ha ne' sorpreso ne' offesa.

Quello che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca e' qualcos'altro.
E so anche di non essere l'unica ad aver provato disagio al termine della proiezione.

Nel mio caso, il fastidio e' dovuto alla totale mancanza di umanita' nei personaggi. L'effetto, anche se sicuramente voluto, ha un risultato inquietante.
Se in un film cercate la ciccia, il sangue, gli umori e le grandi piccolezze della vita vera, qui non li troverete. Mettetevi il cuore in pace. Va bene cosi'.

Un'ultima cosa. Io piu' che un Fellini Secondo avrei preferito un Sorrentino Primo.


Vi ricordo che a tutt'oggi Mamaspice ha criticato un sacco di film e ne ha diretti ZERO. Ci sara' un motivo.





















Saturday, January 11, 2014

CONFESSIONI DI UNA MAMMA DI UN TERZINO


Sei la mamma di un calciatore quando:

  • Il vestito della domenica e' un'uniforme.
  • Vai in giro con parastinchi nella borsetta.
  • Fai i pic-nic con i guardalinee.
  • Esulti al momento sbagliato, per la squadra sbagliata.
  • Ti perdi le azioni migliori, ma non ti perdi un pettegolezzo.
  • Le dita rotte di tua figlia, non si contano nemmeno piu' sulla punta delle dita.
  • Hai sempre troppo freddo, o troppo caldo, alle partite.
  • Finito l'allenamento, dai un passaggio alla squadra, a patto che tengano i piedi fuori dal finestrino.
  •  Per capire il fuori gioco ti rifai a questa metafora: "Se sei oltre l'ultima cassa, ti lancio un paio di scarpe e tu vai alla porta, l'allarme fischia".
  • Vuoi che la squadra vinca ma sei contenta quando imparano a perdere.
  •  Rimani un po' allibita quando tua figlia ti prega di comprarle un paio di scarpe coi tacchetti, invece che coi tacchi (e per quanto ti dia fastidio ammetterlo, sai che e' la scelta giusta).

Sunday, November 10, 2013

VACCINI (ma anche un po' suini).

Prendete un'ipotetica famiglia con quattro figli.
Due di questi ipotetici figli, fin dalla piu' tenera eta', mangiano la terra su cui camminano , si rotolano nel fango appena possono, raccolgono e riciclano le chewing gum masticate (da ignoti) e sono fini degustatori di caccole.
Gli altri due figli, no.
Due di questi figli sono sempre malati; gli altri due, no.

Indovinate quali?

Approfondimenti
Secondo il medico austriaco Friedrich Bischinger, le caccole sono una specie di vaccino commestibile e, l'istinto a mangiarle, e' atavico proprio perche' e' cosi' che la razza umana si e' immunizzata per secoli.
Meditate gente, meditate.

p.s. Nella foto una cura omeopatica per l'attacco di scorpioni. Se uno scorpione punge una delle mie figlie, muore.

Lecca leca allo scorpione.


Saturday, August 31, 2013

A SCUOLA DAI BAMBINI


E' iniziato l'anno scolastico.
Ho iniziato a iperventilare.
Quattro figlie, in quattro scuole diverse, ai quattro angoli della citta'. Per farle arrivare tutte in orario ci vuole il teorema di Euclide.
Anche il mio destino, che di solito si alza un'ora prima di me, questa volta mi ha detto: 'cazzi tuoi'.


A San Francisco non puoi andare alle elementari nel tuo quartiere. Non puoi neanche scegliere dove.
Puoi solo scegliere il come: di solito la macchina, perche' a piedi, o con l'autobus, non ci arrivi.
Il dove lo sceglie per te un algoritmo che, per mischiare i ceti sociali, estrae a sorte la scuola . Cosicche' chi e' a destra, deve andare a sinistra; chi e' a sinistra deve  andare a destra; chi e' in salita deve fare la discesa, e chi e' vicino all'uno deve andare all'altro mar.
Nonostante questo rimescolio, il sistema scolastico di San Francisco, rimane uno dei piu' segregati del pianeta terra. Va a savoir.

Mia figlia #4 ha iniziato l'asilo nell'istituto meno desiderato, nel quartiere piu' degradato della citta'.
E' l'unica alunna di razza caucasica in tutta la scuola.
La Perla di Labuam.
Lei e' felice.
In due settimane ha imparato molte cose. Nessuna che venga dai libri. Alcune delle quali senza prezzo.
Chi ha imparato di piu' sono io.
Ho imparato a non giudicare  i papa' che vengono a prendere i bambini alle tre del pomeriggio col pigiama (quello coi piedi e la zip).
Ho imparato che molte delle mamme, piu' giovani di me, sono in realta' le nonne (sigh).
Ho imparato che, se qualche mattina c'e' la nebbia, puoi direttamente tirarti il copriletto addosso e arrivare in tempo per la campanella  senza prendere freddo.
E' anche vero che questo sarcasmo contraddice qualsiasi buona intenzione.
Forse non ho imparato niente, ancora, ma ce la sto mettendo tutta.
Mia figlia di 4 anni mi sta dando una lezione da libro cuore.






Friday, August 9, 2013

MINIPOTERI

In quest'estate monotona almeno qualcosa di utile l'ho fatta: ho trasformato una sfiga in una benedizione.
E' inutile accanirsi contro il proprio destino. A volte bisogna corrergli incontro, come per un amico ritrovato.
Mi presento, mio nome e' Mamaspice e sono dotata i MINIPOTERI.
La buona notizia e' che non sono l'unica.
Se anche voi attraete patacche su camice immacolate come un frigo attrae le calamite; se anche voi uscite con vento e pioggia per comprare le uova, e tornate a casa, bagnate come pulcini, ma senza le uova; se ad ogni coda al supermercato il registratore di cassa davanti a voi esplode o si inceppa solo perche' lo avete scelto, CONGRATULAZIONI, anche voi avete almeno un minipotere.
Perche' diciamocelo, i superpoteri sono un'altra cosa.
Ma anche con i minipoteri non si scherza.
Qualche settimana fa una signora in fila davanti a me, arrivata alla cassa ha iniziato a piangere. Non solo per merito mio. Questa volta, in coda assieme a me c'era anche il mio capo, che nella vita di tutti i giorni e' Clark Kent, ma in coda alla Coop, al casello autostradale o alla posta, scatena i minipoteri.
Occhio.
Se il rotolo dello scontrino prende fuoco non e' mai una coincidenza.
I minipoteri sono reali e vanno usati con cautela.
Luoghi utili dove testare i vostri minipoteri a fin di bene:
il negozio di Dolce e Gabbana a Milano, appena riapre dopo l'indignazione;
le prossime primarie del PD.
Se anche voi avete i minipoteri mettetevi in coda con me. Faremo fuochi d'artificio.
A volte mi credo Wonder Woman.

Sunday, July 14, 2013

FAIRYGODMOTHERS

A true friend will show up during your labour, in the delivery room, with champagne and trifle.
A true friend will call the anesthesiologist and threaten him if he doesn't deliver an epidural right away, weather you need it or not.
The same friend will come between you and the nurses at the time to insert the catheter and will stop them (only because she had a bad experience with it and she peed her pants for an entire year).
A real friend will offer to re-wash all the surgical instruments in the room, right there and then, just to make sure....
A real friend will offer to clean up the floor after the catheter was not inserted, for obvious reasons.
A true friend, once identified the doctor on call, she googles him and interviews him. When, and only when, she finds out they have friends in common, she will give the OK to proceed.
A true friend thinks she knows the sex of the baby before hand. Even against all evidence.
You will have to raise your fourth (and hopefully last) daughter as a boy, for the first two years of her life, just not to disappoint this friend.
A true friend already inebriate with alcohol and adrenaline, will record the final push and the first breath on camera, and then mail it to the wrong people.
A true friend will come up with placenta recipes while holding your placenta.
A true friend, exhausted and exhilarated, will finish your trifle right on the operating table (no placenta).
This true friend, if you have to give birth, is all yours.

First few seconds of life.


Dedicated to the 4 Fairygodmothers: Fauna, Flora, Merrywether and Lucy O'Dwyer who took this picture.